La manipolazione psicologica

DiLaura Panìco

La manipolazione psicologica

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Manipolazione psicologicaUn abuso nella relazione

La manipolazione psicologica non è solo un processo psicologico, ma è un processo comunicativo: un bravo comunicatore è colui che riesce a veicolare messaggi semplici, anche se profondi e sorprendenti, concreti e credibili, facendo leva sui fattori emotivi e con una modalità narrativa facilmente riproducibile. 
Il manipolatore possiede delle caratteristiche psicologiche particolari. Potrebbe esservi di aiuto riconoscere tratti di personalità afferenti alla triade oscura, ovvero un costrutto impiegato per descrivere una costellazione di tre tratti di personalità:
– narcisismo: tratto di personalità che descrive individui che tendono ad apparire ambiziosi, determinati e dominanti nelle relazioni interpersonali, fino ad esibire un senso di superiorità;
– machiavellismo: tratto di personalità che descrive individui con una forte tendenza al cinismo, alla scarsa considerazione per i principi etici e morali, con la tendenza a manipolare gli altri per raggiungere i propri scopi;
– psicopatia: è considerato il tratto più maligno della triade, descrive persone caratterizzate da scarsi livelli di empatia, in combinazione ad alti livelli di impulsività e ricerca di eccitazione. Molti di questi individui manifestano condotte francamente antisociali.

La manipolazione tende a funzionare a stadi.

Sulle prime può essere relativamente trascurabile, anzi, si potrebbe non notarla nemmeno.

Con il tempo però la manipolazione assume un ruolo preminente nella vita della persona che la subisce attraverso il rapporto affettivo, assorbe i pensieri e sconvolge i sentimenti.

Come si sviluppa

L’incredulità è la caratteristica del primo stadio.

Allo stadio 1 la manipolazione emotiva si manifesta con episodi di secondaria importanza: piccoli malintesi, piccoli diverbi o arrabbiature di poco conto che però lasciano un senso di confusione, un retrogusto amaro e la sensazione che qualcosa non sia andato per il verso gusto, anche se apparentemente il diverbio è appianato.

  • Occasionale sensazione di sconcerto
  • Vi controllate molto in presenza del manipolatore temendo una sua reazione negativa
  • Occasionali sogni inquietanti
  • Avete sempre più timore di essere fraintesi dal manipolatore, che regolarmente sembra appunto fraintendervi
  • Occasionali lievi sintomi ansiosi (disturbi gastrici o intestinali, senso di oppressione, frequenti problemi alla gola)
  • Vaga sensazione di timore/inquietudine quando siete in disaccordo con il manipolatore
  • Parlate con i vostri amici delle discussioni con il manipolatore, nel tentativo di avere dall’esterno a conferma che avete capito bene come sono andate le cose e che non avete frainteso

Lo stadio 2 è segnato dalla necessità di difendersi.

La vittima cerca le prove per dimostrare al manipolatore che si sbaglia e discute con lui in modo ossessivo, spesso solo nella sua testa, cercando disperatamente di ottenere la sua approvazione.

Allo stadio 2, la persona vittima di manipolazione desidera così tanto l’approvazione del manipolatore che è disposta a mettere in discussione le sue convinzioni e la sua percezione della realtà pur di non deluderla. La vittima parte ormai direttamente dal punto di vita del manipolatore e lo fa proprio in maniera acritica, rinunciando a difendere le proprie ragioni pur di non affrontare la disapprovazione e le reazioni del manipolatore.

  • Vi sentite più deboli e fragili
  • Siete spesso stanchi
  • Vi occupate meno spesso o con meno piacere delle cose che prima vi interessavano
  • Vi trovate a doverlo difendere sempre più spesso davanti ad amici e familiari
  • Non riuscite a ricordare i dettagli delle vostre discussioni
  • Vi colpevolizzate sempre più spesso e più intensamente per aver fatto arrabbiare il/la partner
  • Ruminate spesso su cosa avete potuto fare di sbagliato per provocare il suo disappunto o la sua rabbia
  • Tendete a giustificare sempre più spesso le sue reazioni spiacevoli

Lo stadio 3 è il più difficile ed è caratterizzato da uno stato di depressione.

Nello stadio 3 della manipolazione, la vittima ormai non spera neanche più di ottenere l’approvazione del manipolator in modo permanente, ed è talmente concentrata su di essa e sul suo punto di vista che non è più in grado di trarre piacere dalla vita e dalle attività quotidiane.

Ormai non mette nemmeno più in discussione le affermazioni e la versione del manipolatore e non soltanto le accetta supinamente ma si sente colpevole e inadeguata. La preoccupazione principale diventa quella di soddisfare le necessità e le aspettative del manipolatore evitando liti o discussioni.

  • Crescente sensazione di apatia e distacco
  • Stanchezza fisica
  • Perdita di interesse per le attività quotidiane e per il sesso
  • Evitate di parlare di voi e del vostro rapporto con persone amiche e con familiari
  • Evitate di parlare del vostro rapporto con persone amiche e con familiari
  • Vi ritrovate a piangere spesso senza ragione apparente
  • Vivete un crescente senso di smarrimento ed angoscia
  • Compaiono attacchi di panico
  • Sintomi legati allo stress (ansia, tachicardia, disturbi gastri-intestinali, tremori, tensioni muscolari, emicranie, attacchi di asma, disturbi del sonno)
  • Vi ammalate spesso o sviluppate malattie psicosomatiche (eczemi, dermatiti, difficoltà digestive, allergie ecc..)
  • Avvertite un crescente senso di paura e di inquietudine quando dovete incontrare il manipolatore
  • Vi colpevolizzate per i suoi comportamenti e lo/la giustificate completamente, assumendovi la piena responsabilità dei suoi scoppi di ira, dei suoi maltrattamenti o della sua indifferenza verso di voi.

 

Protezione PsicologiaIn che modo posso proteggermi?

Passo fondamentale nelle dinamiche manipolatorie è acquisire consapevolezza.

Per farlo potreste cominciare a sintonizzarvi su di voi e sui vostri sentimenti, oppure cominciare a guardarvi con compassione. Ognuno ha i suoi personali metodi per incrementare la parte accuditiva e nutritiva di sé. Fate un primo passo per migliorare la vostra vita. Poi fatene un altro.

Riuscirete a cambiare il vostro rapporto manipolativo solo se sarete disposti ad andarvene.

In molte situazioni scoprirete che non è necessario andarsene. Talvolta la manipolazione s’insinua in una relazione gradualmente e può essere sradicata. Talvolta una persona ricorre alla manipolazione solo quando si sente particolarmente insicura, allora potrete risolvere il problema rifiutandovi di lasciarvi coinvolgere ed evitando i principali elementi scatenanti: frasi, azioni o situazioni che possono spingere voi o il vostro manipolatore a ballare il tango.

Magari basterà la vostra nuova consapevolezza a modificare la dinamica.

Con alcuni manipolatori potrebbe essere sufficiente ridurre il vostro coinvolgimento, senza tagliare tutti i ponti.

Quello che faciliterà il cambiamento nel rapporto è il vostro profondo impegno a ottenere la vita che volete, una vita priva di manipolazione.

Per mantenere tale impegno, dovrete essere disposti a fare qualsiasi cosa, anche lasciare l’amore della vostra vita o la vostra migliore amica o il vostro lavoro perfetto.

Dovrete permettere al vostro manipolatore di avere le sue opinioni, mentre voi avete le vostre: non dovete cedere al suo punto di vista, né cercare di convincerlo del vostro.

Deve essere chiaro sia a voi che a lui che non accetterete un rapporto in cui non siete trattati con rispetto e in cui siete puniti perché avete un vostro punto di vista.

 

BIBLIOGRAFIA 

  • Furnham, A.; Richards, S. C.; Paulhus, D. L. (2013). “The Dark Triad of personality: A 10 year review“. Social and Personality Psychology Compass 7 (3): pp. 199–216.
  • Zimbardo, P. (2007). The Lucifer Effect: Understanding How Good People Turn Evil, Random House, New York.
  • Stern, R. (2007). Non mi puoi manipolare. Riconoscere e difendersi dagli abusi emotivi. Tea Editore.

 

 

 

Info sull'autore

Laura Panìco administrator

Sono Psicologa clinica e psicoterapeuta. Nata a Roma nel 1978 dove vivo e lavoro. Terapeuta EMDR, specializzata in psicotraumatologia.

5 Commenti finora

IvanPubblicato il7:05 pm - Mag 4, 2020

Salve dottoressa, vorrei rubarle un minuto per una domanda se possibile.
Nella manipolazione capita spesso che il manipolatore distorca gli eventi per colpevolizzare l’altro.
Volevo capire se questo meccanismo è sempre legato alla proiezione psicologica (io ti ho tirato uno schiaffo e ora ti accuso di tirarmi uno schiaffo) oppure se semplicemente, per sopraffarti, un manipolatore può tendere ad accusarti di cose che non ha fatto (io lo schiaffo non te l’ho tirato, ma in questo contesto mi viene utile/facile accusarti di avermelo tirato tu).

Una buona giornata!

Laura PanìcoPubblicato il10:51 pm - Mag 4, 2020

Buonasera Ivan,
certamente molti dei processi di colpevolizzazione da parte dell’abusante possono essere collegati al meccanismo della proiezione..in questo modo, la persona “proietta” sentimenti o parti di sé, indesiderate o inelaborabili, nell’altro. Non è raro che ci si trovi dinanzi, in questi casi, a problematiche legate a disturbi di personalità nel manipolatore (disturbo Narcisistico, per esempio), questo fattore può creare il bisogno fittizio di “scaricare” aspetti personali indesiderati.
Un altro fattore molto importante, a mio avviso, è che spesso nelle dinamiche di abuso viene magistralmente utilizzata l’induzione al senso di colpa, uno dei metodi migliori per manipolare l’altro.
Il senso di colpa innesca una serie di stati d’animo quali ansia e paura che portano a dubitare di noi stessi e delle nostre azioni, parole, finanche di episodi della realtà oggettiva.
Ciò non fa che aumentare il potere del manipolatore nella relazione.
A questo punto è molto facile per l’abusante operare da una posizione relazionale persecutoria, mentre il soggetto manipolato riceve un forte invito a permanere nella posizione psicologica di “vittima”. (Stephen Karpman, Il Triangolo Drammatico).
Ti lascio sopra, tra parentesi, un breve ma interessante riferimento bibliografico di approfondimento.
Noi analisti utilizziamo molto spesso questi riferimenti teorici e metodologici quando lavoriamo con la manipolazione, con l’abuso in genere.
Spero di aver soddisfatto parte della tua curiosità, la tua era un’ottima domanda.
Buona serata!

IvanPubblicato il1:05 am - Mag 5, 2020

La ringrazio per il riferimento, proverò quanto prima a procurarmi del materiale!!!

Quindi, se ho ben capito, il manipolatore può un po’ rigirare gli eventi ed i fatti come gli pare per aggredirti, ma più ci si avvicina ad un quadro patologico e più è facile imbattersi in una proiezione, è così?

Mi perdoni se sembro un bambino scemo, ma per un non addetto ai lavori questi concetti possono essere un po’ complicati

    Laura PanìcoPubblicato il11:29 am - Mag 5, 2020

    Beh, sicuramente se ci si trova di fronte ad un quadro psicopatologico (disturbi della personalità o anche patologie psichiatriche) è più probabile trovare nell’individuo meccanismi di difesa arcaici (la proiezione è uno fra i tanti). Queste difese diventano disadattive quando frustrano la capacità di relazionarsi con gli altri e di valutare gli aspetti oggettivi della realtà, in presenza di questi processi c’è quindi una pesante distorsione della realtà.
    Se vuoi approfondire l’argomento ti consiglio il libro di Vittorio Lingiardi, “I meccanismi di difesa”.
    Non scusarti, credo sia naturale per un “non addetto ai lavori” chiedere delucidazioni, e la curiosità è indice di intelligenza! 😉

ivanPubblicato il12:47 pm - Mag 5, 2020

La ringrazio, è stata davvero gentilissima.
Sono argomenti che dovrebbero avere più rilevanza, tutti quanti credo che abbiamo a che fare in qualche misura con la manipolazione.

Io provo a capirla perché non la capisco, probabilmente sono stato molto bravo a manipolare me stesso.

Di certo la capacità che hanno certe persone di farti dubitare di come si siano svolti gli eventi è, a di la dei giudizi di valore, eccezionale. Non mi ricordo chi diceva che “è meglio che l’essere umano non venga compreso fino in fondo, perché nel momento in cui lo conosceremo perfettamente allora sarà possibile controllarlo”. Forse sto partendo per la tangente, ma chi è bravo con la manipolazione forse ha compreso meglio di noi qualche aspetto molto primitivo nell’uomo.

Un caro saluto!

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