L’efficacia dell’EMDR: i risultati della ricerca clinica

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Ricerca clinica EMDRApplicazioni cliniche del modello EMDR

Il trattamento con l’EMDR si propone come una terapia di elezione per tutti quei casi che la letteratura scientifica indica sempre più spesso, come traumi complessi: i traumi dello sviluppo, e le situazioni di traumatizzazione prolungata, o le trascuratezze precoci che conducono ai disturbi dell’area borderline, ai disturbi dissociativi, ai disturbi gravi della personalità.

Esso offre procedure specifiche utili sia per raggiungere la necessaria stabilizzazione clinica del paziente, riconosciuta come una premessa indispensabile a ogni tipo di intervento terapeutico, sia per l’elaborazione vera e propria delle memorie traumatiche, sia per l’integrazione adattiva dei ricordi di tali eventi traumatici all’interno del sistema di memoria dell’individuo.

Ad oggi numerose metanalisi mettono in netta evidenza l’efficacia dell’EMDR nella cura dei disturbi stress correlati ed in particolare del Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD), difatti l’efficacia dell’EMDR è stata innanzitutto provata per la risoluzione dei traumi con la T maiuscola, ovvero di tutti quei traumi che minacciano la vita o l’integrità fisica delle persone (come ad esempio terremoti, incidenti, ecc.) tanto da far rientrare questo approccio nelle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’EMDR può essere usato anche per il trattamento dell’altra tipologia di traumi ovvero i traumi relazionali, quelli che vengono definiti traumi con la t minuscola, come per esempio le situazioni conflittuali familiari, separazioni, tradimenti, bullismo e mobbing, per citarne alcune.

Questi eventi, infatti, possono avere delle ripercussioni molto forti sulla vita di un soggetto, portandolo anche a sviluppare dei disturbi psicopatologici, ansia, depressione, disturbo dell’adattamento, ecc. Negli ultimi anni l’attenzione verso questa tipologia di traumi è cresciuta notevolmente e i risultati clinici dell’EMDR con questa tipologia di pazienti continuano ad essere sorprendenti.

E’ importante sottolineare che con l’EMDR il sistema di elaborazione interno viene stimolato in modo che si attivino e sviluppino nuove connessioni intrapsichiche quali emozioni e attribuzioni di significato che indicano l’emergere di un cambiamento nella regolazione emotiva e nelle caratteristiche di personalità.

I ricercatori hanno trovato che i movimenti oculari portano a ridurre il ritmo cardiaco e un aumento della temperatura corporea. Questo suggerisce che la stimolazione EMDR rinforza l’attività del sistema parasimpatico, coinvolgendo probabilmente anche il riflesso d’orientamento.

Una ricerca di van der Kolk ha messo in evidenza attraverso delle scansioni di neuroimaging pre-post trattamento un miglioramento a livello neurofisiologico. Ricercatori come hanno evidenziato un aumento e normalizzazione dei livelli basali di cortisolo dopo il trattamento con EMDR.

Alcuni studi, utilizzando la risonanza magnetica ad alta risoluzione su pazienti con PTSD cronico, hanno valutato la presenza di cambiamenti volumetrici dell’ippocampo, dopo il trattamento con EMDR. L’ippocampo viene indicato da alcuni studi come una struttura cerebrale che presenta. Un volume ridotto nei pazienti con PTSD e la cui rigenerazione nel volume sembrava essere promossa finora soltanto dalle sostanze psicotrope. Questo studio ha dimostrato che dopo otto settimane di trattamento EMDR che ha condotto ad una notevole riduzione della sintomatologia del PTSD, il volume dell’ippocampo era aumentato bilateralmente in modo significativo.

Questi risultati lasciano aperta la questione che anche la psicoterapia, oltre alla psicofarmacologia possa indurre alterazioni nell’espressione genica che portano a cambiamenti strutturali del cervello, ma indicano anche l’EMDR come metodo significativamente più efficace e promettente sia in ambito clinico che di ricerca.

Ad oggi la metodologia EMDR ha avuto il riconoscimento universale come trattamento più efficace nell’elaborazione del trauma, e più di 130.000 clinici nel mondo utilizzano questo approccio. Per questo motivo, negli ultimi 25 anni milioni di persone sono state trattate con successo.

Qui a destra il link del sito dell’associazione EMDR Italia relativo alla notevole attività di ricerca già svolta e tutt’ora in corso.

 

BIBLIOGRAFIA

  • Bossini et al. (2007). Neuroanatomical changes after eye movement desensitization and reprocessing (EMDR) treatment in posttraumatic stress disorder. The Journal of Neuropsychiatry and Clinical Neuroscience, 19(4): 475-6.
  • Bossini et al. (2012). Studio di valutazione dell’efficacia clinica e neurobiologica dell’emdr in pazienti affetti da PTSD. Rivista di Psichiatria. 47, n°2.
  • Heber; Keller; Yehuda, Journal of Clinical Psychology, Vol. 58, Issue 12, 2002;
  • Kolk, Van der, Journal of Anxiety Disorders, (1999) 13, 159-172;

 

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