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DiLaura Panìco

Gestire le emozioni ai tempi del Coronavirus

L’emergenza coronavirus in Italia è, purtroppo, nell’arco di un mese, evoluta rapidamente fino a diventare problema di tutti. E’ evidente che ci troviamo di fronte ad un trauma collettivo che non può essere negato. Emozioni come paura, rabbia, agitazione e panico permeano le nostre giornate. Quando una situazione non è più un problema individuale ma diventa un fenomeno collettivo prende una forma nuova, diversa.

Risorse e informazioni

Lo stress individuale e collettivo in situazioni di emergenza può avere l’effetto di spingere le persone oltre la loro soglia di tolleranza. Il fatto che le condizioni attuali prendano la forma di un fenomeno collettivo permette di sollecitare risorse collettive: l’attenzione alla comunicazione, ai più fragili, attivare la generosità, il rispetto delle regole, la responsabilità nei propri comportamenti e verso gli altri. Noi, insieme agli altri, anche se siamo nelle nostre case.

Diventa quindi centrale la percezione del pericolo, la sensazione di non avere del tutto le risorse per far fronte alla situazione e il “pacchetto” di emozioni che si attivano. E’ proprio per gestire queste emozioni nel migliore dei modi che il gruppo ha bisogno di informazioni chiare e comprensibili, in modo che anche i singoli siano in grado di fare la loro parte in maniera efficiente e funzionale. Quando una situazione di emergenza diventa di portata nazionale cambia non solo in senso quantitativo, ma anche il modo di sentire quello che ci succede, in modo peggiorativo quando parliamo di perdita di controllo, ma anche di bisogno di vicinanza psicologica, di condivisione, verso un sentire e un modo di metabolizzare gli eventi che toccano tutti, noi e gli altri.

Le conseguenze della paura

Vivere in uno stato prolungato di paura e terrore, come quello di questi giorni, può portare ad un abbassamento del tono dell’umore (accentuato dall’isolamento o dalla lontananza dai propri cari), oppure a sviluppare i sintomi di un Disturbo da Stress Post traumatico (DPTS) come anedonia, rabbia, paura, disturbi dell’alimentazione, disturbi del sonno, disturbi gastrointestinali.

L’ ansia è codificata attraverso complessi meccanismi e diversi circuiti cerebrali.

Quando si percepisce un pericolo esterno, gli organi di senso registrano uno stato di allerta che si traduce in un input nervoso volto ad attivare un’area della corteccia, da cui scaturiscono una serie di reazioni fisiologiche e comportamentali.

Sono state identificate diverse zone implicate nella modulazione dell’ansia, tra cui le più importanti sono: il talamo, l’amigdala, una via afferente, che implica la processazione dello stimolo da parte della corteccia e le vie efferenti del circuito ansia-paura, innescando una risposta autonomica che coinvolge il sistema simpatico e parasimpatico, potando al minifestarsi di sintomi somatici quali l’aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, sudorazione, piloerezione, dilatazione pupillare, minzione frequente e sintomi gastrointestinali.

E’ facile intuire come i fattori di stressor cronici come la pandemia che stiamo vivendo possano interrompere e stravolgere la vita con uno stato di tensione emotiva continuata che può sfociare in sintomi fisici, emotivi, cognitivi e comportamentali.

Gestire le emozioni

La conseguente disregolazione emotiva può essere legata al momento di forte stress e all’attivazione di dinamiche copionali disfunzionali, ma abbiamo molti strumenti a disposizione a livello metacognitivo per farvi fronte. Conteniamo il rimuginio facendo e lavorando, informiamoci sulle naturali conseguenze dello stress, osserviamo la relazione tra quello che pensiamo e come si sente il nostro corpo, riconosciamo le emozioni degli altri e parliamone esplicitamente, non lasciamo che l’emozione del momento dilaghi su tutto quello che pensiamo e facciamo.

E’ importante in momenti delicati come quello che stiamo vivendo porsi l’obiettivo di riconoscere le emozioni negative per trasformarle in risorse senza lasciarsi sopraffare dal senso di smarrimento. Non siamo abituati a questo stato di emergenza e lo spavento e l’angoscia per la nostra incolumità invadono totalmente la mente, questo è NORMALE e quindi il primo passo è accettare ed ammettere di essere preoccupati. Parlare liberamente di questo stato psicologico non rende deboli ma anzi più in contatto con sé stessi.

Meditazione

 

  • Dirigere altrove l’attenzione

I giornali pubblicano solo brutte notizie, in rete trovate uno stile ridondante e ipnotico.. cominciate a fantasticare e successivamente a rimuginare sul fatto che sicuramente succederà qualcosa di brutto…Questi pensieri generano tensione, alimentano la paura, riducono la nostra autostima e minano il contatto con la realtà. Dobbiamo imparare a spostare il nostro sguardo dall’ambiente circostante e la sua complessità e dirigerlo dentro di noi. Quando avremo saputo prenderci cura di noi stessi ed ascoltarci, tutto tornerà in equilibrio. Si tratta senz’altro di una delle migliori tecniche per gestire le emozioni da imparare e applicare giorno dopo giorno.

 

  • Implementare le proprie risorse pensando al futuro

Non è sempre scontato concentrarci sul qui ed ora, sul presente.Il nostro presente può essere abitato dal timore, dallo stress, da sentimenti di frustrazione.. sarebbe quindi interessante cominciare a pensare a cosa desiderate per il vostro futuro: “voglio sentirmi bene, voglio ottenere questo, voglio che accada quello, voglio sentirmi più coraggioso, più sicuro di me”. Posizionando nel futuro immediato obiettivi facili, positivi ed arricchenti, sarete più motivati nel presente. Usate la tecnica della riaffermazione, ricordate i vostri successi e le vostre virtù del passato per riporre nel futuro immediato tutte le vostre speranze.

 

  • I benefici della meditazione

La meditazione è una tecnica talmente potente che, dopo solo 8 settimane di pratica, la struttura del cervello inizia a modificarsi, è inoltre una delle più efficaci tecniche per gestire le emozioni, richiede una pratica costante e frequente. La meditazione è efficace per regolare i pensieri intrusivi, ridurre lo stress, migliorare l’attenzione e canalizzare gli stati d’ansia, oppure nel generare idee e sintonizzarci con la nostra creatività.

 

  • Trovare il proprio canale di espressione

C’è chi trova un rifugio e un canale di espressione emotiva nella scrittura. Altri disegnano o colorano mandala come tecniche per gestire le emozioni. Di questi tempi si può fare sporti in casa o se si ha un giardino, punto di evasione e creatività può essere la lettura, la musica o un animale con cui passeggiare. Altri ricercano preziosi istanti di silenzio. “Il potenziale creativo è spesso bloccato da una mente e una vita troppo indaffarata. Per lasciarlo emergere, sia la nostra mente che la nostra vita devono diventare più tranquille”

Le migliori tecniche per gestire le emozioni diventano qualcosa di strettamente personale, possiamo trovarle noi stessi, senza neanche pensarci, tramite quell’attività che ci permette di entrare in armonia con il mondo e con noi stessi.

 

Bibliografia di riferimento

  • American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). Washington, DC: Author;
  • Sareen, J., Jacobi, F., Cox, B. J., Belik, S. L., Clara, I. & Stein, M. B. (2006). Disability and poor quality of life associated with comorbid anxiety disorders and physical conditions. Archives of Internal Medicine, 166(19), pp. 2109-2116;
  • Braconnier A., (2003) Piccoli o grandi ansiosi? Come trasformare l’ansia in una forza, Raffaello Cortina Editore, Milano;
  • Dugas, M. J., & Robichaud, M. (2007).Cognitive-behavioral treatment for generalized anxiety disorder: From science to practice. New York/London: Routledge;
  • Nardone G. (2016) La terapia degli attacchi di panico;
  • Watzlawick P, Nardone G. (1997)  Terapia Breve Strategica.

 

DiLaura Panìco

L’esperienza emozionale correttiva

Passato e Presente Psicologia

Ritrovare il passato nel presente

Nel processo psicoterapico il lavoro fatto utilizzando i processi cognitivi (pensiero) spesso spalanca le porte del mondo emotivo sottostante, più o meno congruo con l’esperienza vissuta e che la terapia tende ad integrare attraverso un flusso elaborativo.  Il principio terapeutico di base è il seguente: riesporre il paziente, sotto circostanze più favorevoli, a situazioni emotive che lui non potè affrontare nel passato. Il paziente, per essere aiutato, deve passare attraverso una esperienza emozionale correttiva adatta per riparare l’influenza traumatica di esperienze precedenti, questa esperienza correttiva può avvenire durante il trattamento nella relazione transferale o parallelamente alla terapia nella vita quotidiana del paziente.

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